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Alimenti biologici: differenza con cibi a km0

Alimenti biologici: differenza con cibi a km0

Alimenti biologici: differenza con cibi a km0

Gli alimenti biologici sono sempre più diffusi e ricercati, ma i consumatori – soggetti all’ambiguo mondo delle terminologie dei prodotti alimentari – fanno spesso confusione sulle differenze delle denominazioni poste sulle etichette degli alimenti. Una piccola ambiguità vi è anche per quanto riguarda la differenza tra alimenti biologici e cibi a km0, scopriamo insieme in cosa consiste la loro diversità e cerchiamo di sciogliere qualsiasi dubbio.

Alimenti biologici, cosa sono

Gli alimenti biologici sono quei prodotti che derivano da una pratica che non include l’utilizzo di prodotti dannosi per la salute o esterni – come i concimi chimici, pesticidi e insetticidi- che comportano uno sfruttamento improprio e irrispettoso degli ecosistemi naturali e anche degli animali.

Il termine biologico deriva dal greco ‘bios’, ovvero ‘vita’, proprio perché questo tipo di agricoltura si impegna a rispettare i cicli biologici e i diritti degli animali. Generalmente, attribuiamo erroneamente il termine ‘biologico’ al prodotto e non al suo metodo di produzione.

Infatti, i metodi di produzione biologica sono disciplinati dal regolamento dell’Unione Europea, il quale prevede che unicamente chi rispetta le norme e regole di tale regolamentazione – denominate Regolamente CE 834/07 – può avvalersi dell’etichetta ‘agricoltura biologica’.

Le aziende che si impegnano a produrre prodotti del genere vanno incontro non solo a regolamentazioni rigide, ma anche a difficoltà pratiche legate ai cicli biologici degli ecosistemi. A loro spetta:

  • Rotazione delle colture: una pratica antica come l’agricoltura, consiste nel non coltvare sullo stesso terreno la medesima specie per stagioni differenti, per non causare un cambiamento dei principi nutritivi del terreno. Infatti, in questo modo i terreni si riformano e le diverse colture apportano elementi differenti di stagione in stagione;
  • Selezione specie: le aziende devono accertarsi di scegliere specie che possono sopravvivere al clima locale;
  • Lotta biologica: per contrastare i parassiti dannosi per le coltivazioni, è utile introdurre all’interno dell’ecosistema insetti utili a tale scopo;
  • L’ausilio di siepi e alberi: delimitare le zone coltivate con siepi ed alberi è utile per difenderle dall’inquinamento atmosferico;
  • Consociazione: risulta utile per gli agricoltori affiancare coltivazioni differenti che possano giovare alla sopravvivenza e riuscita del raccolto.

Per quanto riguarda il mondo degli allevamenti, le aziende che si prefiggono di produrre prodotti biologici, si impegnano a rispettare i fabbisogni degli animali e a non immetterli in ecosistemi in cui soffrirebbero.

Sia che si tratti del mondo vegetale, sia che si tratti di quello animale, l’agricoltura biologica mira, in base alle caratteristiche locali e climatiche, a preferire specie autoctone, ovvero del medesimo territorio.

Non è difficile arrivare a capire i vantaggi legati a questo tipo di pratica: dal rispetto dell’ambiente all’aumento della biodiversità, dal mantenimento degli equilibri territoriali fino a quello più importante per il nostro di organismo ovvero il non utilizzo di prodotti chimici di sintesi.

Differenza con prodotti a km0

I prodotti a km0 sono quegli alimenti che si reperiscono dallo stesso territorio o zona di produzione, sono quelli che acquistiamo direttamente dal produttore o da un suo rivenditore prossimo, senza che vi sia una lunga catena di intermediari tra il produttore e il consumatore; tanto che vengono spesso chiamati ‘filiera corta’.

Questa terminologia è entrata in uso tra il 2004 e il 2007, anni in cui si prestava attenzione a questo nuovo fenomeno, il quale cercava di differenziarsi dai metodi di produzione della distribuzione di massa e creare delle catene di vendita ridotte e senza intermediari tra produttore e acquirente.

Acquistare prodotti in un’area non distante da quella di produzione, rappresenta non solo un modo per abbattere la nociva e convenzionale industria di massa, che non si preoccupa della qualità ma della quantità; ma è soprattutto un modo per valorizzare i prodotti locali e particolari, restituendo ai consumatori i sapori e i principi nutritivi reali di un qualsiasi prodotto.

Acquistare alimenti biologici o prodotti a km0 rappresenta, allora, una valida alternativa al sistema della grande distribuzione organizzata(GD0), è un modo efficace per contrastare i fattori legati all’inquinamento, favorendo la sostenibilità e la valorizzazione delle realtà e delle specie locali.

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