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Alimenti senza conservanti, perché fanno bene ai bambini

Alimenti senza conservanti, perché fanno bene ai bambini

Consumare alimenti senza conservanti fa bene a tutte le età. Cibi naturali che non contengono additivi o prodotti di sintesi sono un toccasana in ogni stagione della nostra vita. In particolare però, sono consigliabili da servire nei piatti dei bambini che nei primi anni di vita vanno a formare il proprio organismo.

Che cosa sono i conservanti

Siamo ciò che mangiamo“, sosteneva un grande filosofo. In effetti le nostre tavole dicono molto di noi, e se in età adulta siamo pienamente padroni e responsabili degli stili di vita che adottiamo, i bambini sono costretti a recepire ciò che viene loro dato. L’industria alimentare ha purtroppo diffuso su scala planetaria modelli produttivi che non possono considerarsi benefici.

L’esigenza di trasportare i cibi per migliaia di chilometri ha determinato il ricorso a sostanze utili alla sterilizzazione – stabilizzazione dei principi attivi. Una funzione svolta dalla ampia gamma di quegli additivi che vanno genericamente sotto il nome di “conservanti”. Gli interessi dell’economia però non coincidono con quelli della nostra salute, o almeno non sempre. E’ assolutamente fondamentale dunque fare attenzione a ciò che acquistiamo e consumiamo, in special modo per la nostra alimentazione e quella dei più piccoli in particolare.

Leggere le etichette prima di mettere nel carrello deve essere la regola inderogabile. E se nell’elenco troviamo nomi come benzoati, nitriti, sorbati, solfiti, solo per fare alcuni esempi, interroghiamoci su cosa significhino. Si tratta di conservanti artificiali che non esistono nella forma originaria degli alimenti e vengono aggiunti in fase di confezionamento dei prodotti al solo fine di impedirne il deperimento prima che un acquirente non lo avrà inserito nella propria busta della spesa.

Per migliaia di chilometri ha determinato il ricorso a sostanze utili alla sterilizzazione – stabilizzazione dei principi attivi. Una funzione svolta dalla ampia gamma di quegli additivi che vanno genericamente sotto il nome di “conservanti”. Gli interessi dell’economia però non coincidono con quelli della nostra salute, o almeno non sempre.

Come scegliere i cibi senza conservanti

E’ assolutamente fondamentale dunque fare attenzione a ciò che acquistiamo e consumiamo, in special modo per la nostra alimentazione e quella dei più piccoli in particolare. Leggere le etichette prima di mettere nel carrello deve essere la regola inderogabile. E se nell’elenco troviamo nomi come benzoati, nitriti, sorbati, solfiti, solo per fare alcuni esempi, interroghiamoci su cosa significhino.

Si tratta di conservanti artificiali che non esistono nella forma originaria degli alimenti e vengono aggiunti in fase di confezionamento dei prodotti al solo fine di impedirne il deperimento prima che un acquirente non lo avrà inserito nella propria busta della spesa.

Ma a che prezzo? Gli studi scientifici più accreditati e autorevoli ormai concordano nell’individuare un pericolo evidente nel ricorso massiccio a z. Ricerche che hanno dimostrato effetti particolarmente importanti per quanto riguarda i bambini. Il consumo di cibi contenenti additivi tecnici rappresenta un pericolo subdolo in quanto non determina conseguenze immediate.

Ciononostante è ormai accertata la loro azione dannosa per il fisico umano a medio – lungo termine. Relativamente ai bambini il rischio è che l’introduzione di agenti chimici finisca per provocare modificazioni al loro sistema metabolico ancora in formazione. Un pericolo che chiaramente non è legato ad assunzioni episodiche ma ad un consumo duraturo.

Conservanti, un pericolo per i più piccoli

Ma è opportuno ragionare anche per sottrazione. Gli alimenti senza conservanti costituiscono una fonte di benessere nelle diete di ognuno e in particolare in quella dei bambini in quanto forniscono la maggior quota possibile di nutrienti bio-disponibili. I cibi destinati al ciclo distributivo globale tendono a neutralizzare le caratteristiche degli alimenti, comprese quelle benefiche, per assicurarsi la commerciabilità. Bromati, carragenina, cloruri, mono e di-gliceridi sono solo alcuni dei nomi che ricorrono sinistri nella lista ingredienti che accompagna la gran parte dei prodotti.

Cibi da evitare

Una apparentemente innocua bustina di patatine può nascondere la trappola del glutammato utilizzato per dare più sapore ma assolutamente da evitare per i comprovati effetti sul sistema endocrino e metabolico, soprattutto in giovane età. Quanti si accorgerebbero della presenza del diossido di zolfo o anidride solforosa che resta in sospensione sulle invitanti castagne che ci chiamano dal bancone del market? E chi oserebbe farsi tante domande davanti a un fumante wurstel che stiamo per addentare nell’hot dog, con corredo di ketchup a sua volta “arricchito” agli additivi?

E invece dovremmo, stante il diffuso utilizzo di nitriti che caratterizzano la filiera delle carni industriali e in particolare degli insaccati. Per i nostri bambini molto meglio la salsiccia preparata da noi o dal nostro macellaio di fiducia direttamente da tagli di carne selezionati e consumata in tempi brevi così da non richiedere trattamenti di sorta.

Additivi nelle bevande

Occhio anche ai succhi di frutta. Un prodotto che siamo abituati mettere nello zainetto la mattina convinti di fare del bene ai piccoli studenti di casa. Ma l’utilizzo di conservanti come i benzoati potrebbe trasformare un gesto d’amore in qualcosa di molto pericoloso.

E che dire del caramello, ingrediente che caratterizza la più celebre bevanda del pianeta? Non è il caso di lasciarci andare a psicosi. Ma l’attenzione e la cautela non devono mai mancare quando scegliamo gli alimenti da mettere a tavola, specie per i nostri bambini.

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