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Coloranti alimentari: tipologia e danni sull’organismo

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Coloranti alimentari: tipologia e danni sull’organismo

I coloranti alimentari sono un sostanze chimiche che, aggiunte all’interno di prodotti alimentari, attribuiscono delle particolari colorazioni che altrimenti non avrebbero. Questo è dovuto al fatto che in genere il colore influenza l’esperienza e l’acquisto dei consumatori, sono dunque necessari al mondo dell’industria alimentare per rendere accattivanti prodotti e favorirne l’acquisto. Scopriamo più approfonditamente cosa sono e perché sono utilizzati.

Perchè si fa largo uso dei coloranti alimentari

Noi consumatori, siamo soliti associare agli alimenti determinati colori: caramelle, gelati, creme, carne e sciroppi vengono così sottoposti a determinate lavorazioni, utili non solo per dare diversa esaltazione ai loro sapori – con diversi tipi di additivi e intensificatori di sapore – ma anche per dargli un diverso aspetto, che paradossalmente secondo il consumatore è ciò che attribuisce qualità agli alimenti.

Pare che, dietro la scelta dell’utilizzo dei coloranti, vi siano delle ragioni di psico-marketing: alcuni studi dimostrano che siamo abituati a mangiare prima con gli occhi che con la bocca. Infatti, attraverso la vista, il cibo crea in noi delle sensazioni legate al sapore, alla freschezza, alla consistenza e al suo sapore, tali da influenzare il nostro giudizio ancor prima di assaggiarlo.

Data questa influenza, per alcuni alimenti è proibito l’uso di coloranti(o comunque limitato), ad esempio latte, yogurt, farina, carni, uova, acque minerali, miele, pane e formaggio. I coloranti alimentari sono invece maggiormente utilizzati per le bevande analcoliche, per i dolciumi, le salse e i cibi preconfezionati.

Tipologie di coloranti

Una volta stabilito a cosa servono e il perchè sono largamente utilizzati, scopriamo le varie tipologie e la loro regolamentazione. I coloranti alimentari non hanno alcun valore nutritivo, non sono dunque alimenti e rientrano sotto la denominazione di ‘additivi’: così come lo sono i conservanti, gli emulsionanti, gli addensanti e gli esaltatori di sapidità.

Per riconoscere gli alimenti contenenti coloranti alimentari, basta verificare se all’interno dell’etichetta è presente la sigla composta dalla lettera E e un numero compreso tra il 100 e il 199.

All’interno dell’Unione Europea, i coloranti vengono regolamentati dall’EFSA – ovvero l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare – la quale autorizza l’uso di coloranti e additivi, in generale, solo in caso di necessità(tecnicamente).

Per i coloranti di origine naturale, tuttavia, si è stabilito che vengano usati ‘quanto basta’ per ottenere il colore desiderato. La prima classificazione da tenere presente è quella che divide i coloranti alimentari in due macroaree:

  • Coloranti artificiali: sono quelli più utilizzati dalle industrie, poichè sono più resistenti ai cambiamenti di temperatura e alle fluttazioni del pH, della luce e ai processi di ossidazione. Molte di queste sostanze sono dannose per il nostro organismo.
  • Coloranti naturali: a questa categoria appartengono diverse sostanze che hanno struttura e origini differenti, sono più salutari di quelli chimici, ma non innocui.

Bisogna sottolineare però, che dal punto di vista legislativo, tra le due categorie non vi è alcuna differenza, infatti, entrambi vanno dichiarati sotto la stessa denominazione: a livello normativo i coloranti naturali non esistono. Tuttavia, ci sono coloranti che non si considerano a livello legislativo come tali ad esempio: la paprika, lo zafferano, sostanze come estratti e succhi di vegetali e frutta(come fragola, limone e carote) e i pigmenti utilizzati per colorare le parti non commestibili ed esterne dei diversi prodotti alimentari.

Danni coloranti alimentari sull’organismo

I coloranti alimentari non sono certo innocui per il nostro organismo, tanto che l’EFSA non solo ha stabilito la dose giornaliera ammissibile – la centesima parte del ‘livello zero’ – ma ha anche avviato delle ricerche per stabilire la sicurezza di queste sostanze additive.

Degli studi provenienti da ricercatori della Gran Bretagna e degli Stati Uniti, avevano allarmato l’opinione pubblica. Qualche anno fa è stato dichiarato che  prodotti contenenti coloranti alimentari potrebbero causare nei bambini un aumento dell’iperattività e un calo della concentrazione rispetto.

I precedenti 400 additivi autorizzati, oggi sono diminuiti, vi è stata infatti l’eliminazione di:

  • caramello(E150),
  • giallo tramonto(E110)
  • colorante rosso (E128)
  • giallo di chinolina (E104)
  • rosso cocciniglia (E124)
  • l’amaranto (E123)

Un’alternativa ai coloranti alimentari sono gli ingredienti coloranti, che non sono additivi ma ingredienti che hanno proprietà coloranti per loro natura: come ad esempio la barbabietola.

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