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Differenza tra lattuga, lattughino e le altre insalate

Differenza tra lattuga, lattughino e le altre insalate

La lattuga é la regina delle insalate, ma il suo nome spesso identifica anche specie e varietà diverse. Decisamente leggera, rinfrescante, dalle spiccate proprietà digestive e depurative, la lattuga è considerata un alimento molto benefico fin dai tempi dei Romani.

Si trova in grande abbondanza in tutti i mercati e sugli scaffali di ogni alimentari, anche se non sempre nella sua forma classica. Numerose sono infatti le varietà che vanno sotto il nome di lattuga e che presentano comunque differenze rilevanti dal punto di vista perlopiù estetico. Dalla liscia o novellina alla cappuccina – trocadero che è la più frequentemente associata alla tipologia classica.

Ma chi non conosce anche la romana (declinata in innumerevoli denominazioni localistiche come spadona o marulla, la gentilina, la cappuccia, o la sempre più gettonata iceberg, solo per citare le più note? Una lista che potrebbe proseguire ancora a lungo e che vede comunque tutte le varianti accomunate da un patrimonio nutrizionale di pregio.

Benefici e proprietà dell’insalata

Un cibo leggero ma davvero benefico, specie se inserito con assiduità nella nostra dieta. A prescindere dalla varietà la lattuga apporta mediamente pochissime chilocalorie (circa 15 per 100 grammi di parte edibile) in virtù del suo preponderante contenuto d’acqua.

Molto ricca di clorofilla come denota la sua caratteristica colorazione, può vantare anche elevati tenori di sostanze drenanti, acido ascorbico (vitamina C) e sali minerali preziosi come magnesio e potassio. Per il suo alto contenuto di fibre e di clorofilla è definita la “spazzina delle arterie”, etichetta che sintetizza le sue doti anti radicali liberi.

I suoi effetti benefici sono stati certificati in laboratorio nella cura del gonfiore addominale e intestinale, così come sono acclarati i benefici per chi soffre di colite e gastrite. Ancora, tra le sue virtù si può annoverare anche la capacità di conciliare il riposo grazie alle capacità lenitive e blandamente sedative.

Varietà di lattuga e come riconoscerle

Sotto il piano strettamente visivo la lattuga classica così come viene perlopiù identificata si presenta con una conformazione tendente al tondeggiante con foglie abbastanza fitte, costole carnose ma tenere al consumo, colorito verde dal tenue al più intenso. Andamento perlopiù uniforme con toni gradualmente più marcati in corrispondenza della punta. Foglie sinuose, mai crespe.

E’ da una delle numerose varietà (ne sono state contate fino a 140) che nasce il lattughino, una tipologia considerata tra le più pregiate in assoluto. Una fama meritata visti i successi crescenti di pubblico che va ottenendo. Tra le sue caratteristiche più immediate c’è senz’altro la dimensione ridotta del fogliame che va a formare una piccola rosa di foglie. Particolarmente tenera, dal colorito poco appariscente e perlopiù uniforme sul verdolino chiaro, è apprezzatissima per il sapore delicato e la versatilità che ne fanno una naturale protagonista delle migliori insalate.

Tipologie di insalata

Gentilina, lollo, canasta, sono alcune delle denominazioni che convenzionalmente vengono associate a questa tipologia, ognuna delle quali presenta comunque specifiche peculiarità. Tutte comunque vantano valori nutrizionali di pregio con significativi tenori di calcio e ferro che sono meno presenti in altre varietà. Come riconoscere le diverse tipologie?

  • Gentilina :è facilmente identificabile grazie al suo colorito più rossiccio, la canasta è tipica per la carnosità delle foglie che arrossiscono in prossimità delle punte.
  • Lattuga romana: puoi individuarla con facilità grazie alle coste carnose e al cespo oblungo;
  • Incappucciata: a differenza della precedente ha la caratteristica forma tondeggiante e foglie più larghe;
  • Iceberg: foglie chiarissime e croccanti, particolarmente ricche d’acqua
  • Valerianella o songino: simile al lattughino, ma di colore più scuro e maggiore compattezza;
  • Manigotto: si contraddistingue grazie al cespo e foglie decisamente più grandi della media e si presta quindi anche alla cottura;
  • Salanova: è tra le più digeribili e si  fa riconoscere per le sue foglie frastagliate.;
  • Pasqualina è più rara essendo tipica del periodo primaverile.

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