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Mostarda: che cosa è e come viene prodotta senza conservanti

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Mostarda: che cosa è e come viene prodotta senza conservanti


Sebbene sia ormai diffusa su tutto il territorio nazionale, non tutti conoscono la mostarda. In alcune zone, come il Veneto, la Lombardia e l’Emilia, è il tipico alimento associato ai mesi invernali e, in particolare, alle festività natalizie. Sebbene la mostarda sia un punto fisso per molte persone, non tutti la conoscono.

La mostarda è soprattutto diffusa nell’Italia Settentrionale e in Toscana, sebbene si differenzi per gli ingredienti usati a seconda della regione. Ma approfondiamo!

Mostarda: tutto quello che devi sapere

La mostarda non è un alimento recente, ma si hanno numerose testimonianze circa la sua diffusione risalenti al 1500 d.C.. Questo condimento si compone principalmente di frutta, le tipologie variano da regione a regione, zucchero ed essenza di senape. Proprio lo zucchero conferisce alla frutta un colore acceso e brillante, mentre la senape concorre a creare un retrogusto più o meno piccante. In Italia, esistono tantissime tipologie diverse e, al contempo, anche il loro uso varia a seconda della tradizione.

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La mostarda, chiusa ermeticamente, si conserva per lunghi periodi soprattutto se posta in luoghi bui. Una volta aperto il vasetto, si consiglia di conservalo in frigorifero. Proprio perché la mostarda viene prodotta senza conservanti, è essenziale seguire con attenzione le modalità di conservazione e consumo.

Tutti i tipi di mostarda in Italia

Nel mantovano, è un ingrediente essenziale per i tortelli di zucca, in Emilia, invece, viene consumata insieme a del semplice bollito di carne (lesso). La mostarda è un alimento duttile e si presta a essere consumata con numerose portate, tutto in base ai propri gusti.

Senza dubbio, la mostarda più diffusa è quella cremonese, caratterizzata un mix di frutta dai colori vivaci, lucidi e così tanto intensi da sembrare quasi finti.

Secondo la tradizione, questa specialità nasce grazie ai monaci presenti nel Cremonese che, per conservare la frutta evitando che andasse a male, inventarono e affinarono la ricetta. Nessun conservante quindi, solo tanta frutta (di solito mandarini, ciliegie, mele cotogne, pere, fichi, albicocche e pesche), zucchero e senape.

Preparazione della mostarda senza conservanti

Il primo passaggio per ottenere una mostarda senza conservanti è quello di rimuovere il nocciolo dalla frutta e tagliarla in pezzi non troppo grossi. Non occorre essere precisi! A questa preparazione, segue una lunga macerazione di almeno 24 ore della frutta all’interno di zucchero, assicurandosi che gli ingredienti siano tra loro ben amalgamati.

Dopo l’attesa, mette tutto all’interno di un pentolino con un po’ di acqua. Portate tutto a ebollizione e lasciate così per 5 minuti. Non coprite mai il pentolino con il coperchio o le gocce di vapore rovineranno la ricetta. Dopo i 5 minuti spegnete il fuoco e lasciate così riposare per altre 24 ore. A questo punto dovete ripetere il passaggio del pentolino sul fuoco per altre due volte, lasciando sempre una pausa di 24 ore tra una ripetizione e l’altra. Aggiungete sempre un pochino di acqua prima di accendere il fuoco, ma senza esagerare.

Solo dopo queste ripetizioni potrete aggiungere la senape. In questo caso il quantitativo di senape è abbastanza soggettivo. Ad alcune persone piace la mostarda extra-forte, ad altre piace dolce o solo mediamente piccante. È la senape a fare la differenza. Dopo aver mescolato con attenzione, è ora di mettere tutto sottovuoto all’interno dei vasetti di vetro.

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